Fino a pochi decenni fa le donne in gravidanza venivano dissuase dall’intraprendere una qualsiasi attività fisica, tanto è vero che si consigliava loro di mettersi comode sul divano e concedersi riposo ed alimentazione abbondanti.

Questo atteggiamento era però più derivante da un retaggio culturale che da evidenze scientifiche, poiché allo stato attuale il trend verte nella direzione opposta e alcuni tipi di sport sono assolutamente consigliati.

Lo sport come aiuto psicofisico

Oggigiorno si riconoscono sempre più benefici derivanti da una regolare attività fisica intrapresa durante il periodo della gravidanza.

Considerando che il fisico di una donna incinta cambia velocemente nell’arco dei nove mesi, grazie a determinati sport è possibile non solo alleviare la fatica derivante del peso crescente, ma anche rispondere opportunamente alle posture più o meno obbligate e aumentare la resistenza aerobica. Soprattutto quest’ultima sarà messa alla prova nel momento del travaglio e del parto, che potrebbero durare anche molte ore.

Ultime, ma non meno importanti, sono le sostanze ormonali rilasciate a seguito dell’attività intrapresa, in grado di smorzare i toni di stress, ansia ed eventuale depressione.

Il controllo dell’aumento di peso è un’altra di quelle cose positive per cui vale la pena fare sport durante la gravidanza.

L’intensità e il Talk-Test

In qualsiasi caso l’intensità deve essere controllata e mantenuta in un range moderato: un punto di riferimento è quello di svolgere l’esercizio con una intensità tale in cui è ancora possibile sostenere agevolmente una conversazione (il cosiddetto Talk-Test).

Quali sport sono consigliati?

Gli sport acquatici sono i più indicati durante la gravidanza, poiché l’acqua non genera impatti sul corpo, ed alleviando il peso del pancione favorisce la fluidità dei movimenti facilitando il ritorno venoso. Queste attività si possono praticare sempre, dalle prime fino alle ultime settimane.

Esercizi a corpo libero, yoga, pilates e stretching sono valide attività che permettono di dedicarsi a specifici distretti muscolari, modulando l’intensità dell’allenamento in base alla propria epoca gestionale.

Infine la bicicletta è accettata se non si percorrono strade trafficate o accidentate, come anche la cyclette e lo spinning in acqua sono valide alternative. Tuttavia, sebbene rinforzanti il sistema cardiovascolare, è meglio evitare queste discipline a fine gravidanza.

Quali sport si devono evitare?

Almeno nel primo trimestre è bene evitare di allenarsi in ambienti troppo caldi o troppo umidi, poiché lo sforzo che ne deriverebbe potrebbe compromettere il corretto sviluppo del feto.

Inoltre, sono da evitare tutti quegli esercizi ad alto impatto e le attività che richiedono cambiamenti improvvisi di direzione, come gli sport da campo (tennis, calcio e pallavolo) o da competizione, in quanto il rischio di lesioni è aumentato durante la gravidanza, sia a causa di cambiamenti ormonali che allentano le articolazioni, che del peso derivante dalla crescita del feto.

Si devono poi evitare in maniera assoluta tutte quelle attività che potrebbero comportare un rischio di caduta o di impatto sulla pancia, come sci e arti marziali.

Esclusi anche alpinismo e subacquea: le grosse variazioni di altitudine sono dannose per il feto.

Superato il primo trimestre, è bene tralasciare tutti quegli esercizi che richiedono di sdraiarsi sulla schiena, in quanto l’utero ingrossato e appesantito può compromettere il corretto flusso di sangue al cuore.

Lo sport per benessere, non per dimagrire

Il periodo della gravidanza non deve essere inteso come momento per mantenere un’ottima forma fisica, ma è certamente il momento più indicato per adottare uno stile di vita sano. I benefici ottenuti dall’attività fisica influenzano sia la madre sia la salute futura del suo bambino in grembo.

Se si ha una gravidanza sana e priva di complicazioni, uno sport non può che donare serenità e sostegno fisico.

Ma se ci fossero complicazioni, come ad esempio la presenza di una placenta bassa o previa, o la crescita ridotta del feto, è bene essere seguiti dal proprio ginecologo di fiducia per non correre rischi evitabili.

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Andrea Galbiati
Sono laureando alla facoltà di Lettere Moderne all’Università degli Studi di Lecce. Da sempre interessato e aggiornato sulle novità riguardanti salute, benessere e cura del corpo.