La modellazione del naso non sempre è legata a fattori estetici: a volte si rende necessaria per motivi funzionali.

Ecco tutte le informazioni necessarie per chi deve sottoporsi a un intervento di rinoplastica.

La rinoplastica: cos’è

Quando si parla di rinoplastica si fa riferimento ad un intervento chirurgico che consente di rimodellare il naso. Questa tipologia di operazione consente una modificazione (in alcuni casi anche sostanziale) della struttura esterna del naso, per questa ragione vi si può ricorrere per motivazioni prettamente estetiche oppure per correggere veri e propri aspetti funzionali che possono comportare, nel peggiore dei casi, disturbi respiratori.

Qualsiasi intervento di rinoplastica deve essere definito dal paziente attraverso un consulto con un chirurgo specializzato, competente e professionale, in grado di valutare la problematica e individuare la soluzione più adatta. Questo consentirà ad entrambe le figure (medico e paziente) di relazionarsi e di mettere in atto un rapporto di fiducia e condivisione che permetta un’analisi approfondita del problema. Un aspetto imprescindibile è strettamente correlato alle proporzioni del volto: effettuare un’anamnesi attenta ed accurata permetterà, una volta svolto l’intervento, di donare armonia e naturalezza ai tratti del volto.

Rinoplastica primaria e secondaria

Nell’ambito della rinoplastica si possono distinguere due tipologie di interventi: primario e secondario.

Nel primo caso si fa chiaramente riferimento ad un primo intervento volto ad apportare delle migliorie a difetti estetici: la gobba del naso, la punta cadente o il più classico e comune naso storto.

Si parla di rinoplastica secondaria quando si interviene una seconda volta per apportare ulteriori modifiche al naso.

Talvolta, gli interventi possono essere anche tre o quattro e molto dipende dalle disfunzioni che si sta cercando di risolvere oppure dalle problematiche estetiche imputabili ad un danneggiamento (magari derivato da un incidente).

Non di rado si potrà sentire parlare di rinoplastica etnica che si rivolge essenzialmente a quei pazienti che, in relazione alla loro etnia, hanno lineamenti caratterizzati da nasi importanti. Ne sono un esempio lampante gli afro-americani che, talvolta per una necessità di “occidentalizzazione”, ricorrono ad un intervento di chirurgia.

Rinoplastica chiusa o aperta

Dopo aver effettuato il consulto con il chirurgo e aver individuato la natura del problema e la soluzione più consona, il medico deciderà con quali modalità di intervento procedere: rinoplastica chiusa o aperta.

La rinoplastica chiusa è la meno invasiva e consente di correggere piccoli inestetismi attraverso delle piccole incisioni interne. La rinoplastica aperta è leggermente più invasiva rispetto alla precedente e consente di correggere difetti più importanti (quali asimmetrie e deviazioni del setto nasale). In questo caso verrà fatta una piccola incisione (che non lascia cicatrici particolarmente evidenti) anche esternamente, che consentirà maggior “spazio di manovra” nella fase dell’intervento.

Preparazione e possibili complicazioni

Come per ogni intervento che si rispetti, anche per la rinoplastica è consigliabile ricorrere a degli accorgimenti particolari. Prima di tutto è indispensabile affidarsi a personale competente, professionale e preparato che sia in grado di valutare con il paziente la soluzione più efficace ed efficiente per il suo problema, magari attraverso l’ausilio di documentazione fotografica.

Al momento dell’operazione vera e propria il paziente dovrà osservare il digiuno per le diciotto ore antecedenti l’intervento e, nel caso di paziente donna, è sconsigliabile effettuare l’operazione in concomitanza con il ciclo mestruale in quanto potrebbe comportare un maggiore sanguinamento.

Subito dopo l’operazione si potrebbero avere degli effetti collaterali temporanei quali episodi di sanguinamento, gonfiore (talvolta anche sulla zona degli occhi) e difficoltà respiratorie che, nel complesso, tendono a risolversi nell’arco di qualche settimana.

Altre complicazioni più considerevoli sono sicuramente rare, ma associabili a qualsiasi altro tipo di intervento chirurgico. Tra queste si possono citare trombosi, ematomi, asimmetria del naso, ipersensibilità cutanea etc. Nel caso in cui la complicazione si palesi come una problematica estetica il paziente potrà chiedere un secondo intervento risolutivo.

Infine, sarà necessario prevedere un decorso post operatorio che potrebbe includere l’assunzione di antibiotici e di un collirio per gli occhi. Ad ogni modo il paziente potrà riprendere la sua vita lavorativa nell’arco di 5-7 giorni.

Andrea Galbiati
Sono laureando alla facoltà di Lettere Moderne all’Università degli Studi di Lecce. Da sempre interessato e aggiornato sulle novità riguardanti salute, benessere e cura del corpo.