Scoperto all’inizio del 1800 dal chimico svedese Berzelius, il selenio rimane ancora un micronutriente poco noto. È un oligoelemento essenziale per l’uomo e nell’organismo è coinvolto
in numerosi processi, tra cui le funzioni immunitarie e la difesa antiossidante.

Contenuto negli alimenti

Gli alimenti con il contenuto più elevato di selenio sono le frattaglie e i prodotti della pesca. Tra le carni con un buon contenuto di selenio si ricordano l’agnello e il maiale. Anche la frutta secca a guscio è ricca di selenio: si osservano contenuti significativi negli anacardi, nei pistacchi e nelle noci, mentre contenuti minori si osservano nei cereali, nei legumi e nelle verdure.

In Italia, pochi alimenti sono arricchiti con il selenio, ad esempio le patate e solo recentemente anche i lieviti. Il contenuto di selenio nell’acqua da bere dipende molto dalla composizione del terreno in cui avviene la sua captazione.

Funzioni nell’organismo

Il selenio presente negli alimenti viene assorbito per circa l‘80%, ma le conoscenze in merito sono ancora incomplete. Il contenuto totale di selenio nell’organismo umano mostra ampie variazioni (da 3 a 30mg) nelle diverse popolazioni, in rapporto ai livelli di assunzione con l’alimentazione ed è associato anche alla sua abbondanza nel suolo nelle varie zone geografiche.

Le principali funzioni biologiche in cui il selenio è coinvolto comprendono:

  • la difesa contro lo stress ossidativo,
  • la regolazione dell’azione degli ormoni tiroidei,
  • la regolazione di diverse molecole (tra cui la vitamina C),
  • la regolazione della difesa immunitaria.

Carenza e tossicità

La prova dell’importanza nutrizionale del selenio è stata per la prima volta individuata nel 1979 in Cina dove l’insorgenza del morbo di Keshan è stata associata all’assunzione giornaliera di livelli inferiori ad 11μg al giorno di questo micronutriente. Un adeguato apporto in selenio con l’alimentazione è anche ritenuto fondamentale per il funzionamento della tiroide. Molti studi
tendono ad indicare che diete ad alto contenuto di selenio possono avere un effetto inibente sull’insorgenza del cancro; tuttavia, ad oggi la ricerca in merito non consente ancora di sostenere
con certezza l’azione protettiva della sua supplementazione sui tumori. D’altro canto, è difficile anche stabilire i livelli di esposizione ai quali il selenio può essere nocivo.

Una causa di ciò può essere la supplementazione eccessiva e i segni clinici rilevati sono:

  • dermatite bollosa,
  • alterazioni delle unghie,
  • perdita di capelli,
  • anomalie neurologiche,
  • disturbi gastrointestinali,
  • il caratteristico odore di aglio nel sudore e nell’aria espirata.

Integrazione di selenio

È stato dimostrato che l’integrazione di selenio protegge da un’ampia gamma di fattori dannosi, sia chimici, come farmaci che esercitano gravi effetti collaterali, metalli pesanti, micotossine o pesticidi, sia fisici. Tuttavia, la ristretta gamma tra dosi terapeutiche e tossiche di selenio, nonché la dipendenza del suo effetto dalla forma applicata, dalla dose e dal metodo di trattamento, rendono la scelta dell’integratore più efficace una questione molto complessa.

Secondo la National Academy of Sciences degli Stati Uniti, per gli adulti, 55μg è l’assunzione giornaliera raccomandata di selenio, mentre 400μg è la soglia da non superare. Poiché l’interesse per questo micronutriente e i suoi effetti sulla salute umana è in crescita, diversi composti del selenio sono stati studiati una volta addizionati a prodotti come probiotici, lievito e tè verde.

Assunzioni in Italia

Nella popolazione italiana l’assunzione media di selenio è pari a 103,6 μg al giorno. È utile sottolineare che questo valore non comprende il consumo di integratori nè alimenti fortificati o arricchiti, ma si riferisce alla ricostruzione della dieta di base. Il 20% di questo apporto in Italia deriva da prodotti della pesca, carne e derivati; vegetali, cereali e derivati e latte e latticini, rappresentano anch’essi una buona fonte di questo elemento contribuendo, rispettivamente, per il 14%, il 15% e il 10% dell’assunzione totale.

Fonti:

  • LARN, 2014
  • Selenium – a fascinating antioxidant of protective properties, Kiełczykowska et al., Adv Clin Exp Med. 2018;27(2):245–255