Se lo chiedono molti genitori, alle prese con bambini che crescono: il nuoto è davvero completo come dicono? Quali sono i vantaggi di questo sport o eventuali rischi, quando viene praticato da bambini?

Il parere dei pediatri

Uno studio pubblicato dal S.I.M.P.E. (Società Italiana Medici Pediatri) ha evidenziato che 4 bambini su 10 al di sotto dei 14 anni non sanno nuotare, e le preoccupanti statistiche del Ministero della Salute ci dicono che solo un bambino su dieci pratica un’attività fisica sufficiente; in età adolescenziale il quadro peggiora, con un buon 60% dei ragazzi che passano il loro tempo in modo sedentario anche per undici ore al giorno.

I medici che aderiscono alla Società Italiana Medici Pediatri raccomandano di avvicinare presto i bambini al nuoto per una serie di motivi: per favorire il coordinamento neuromotorio, per stimolare un adeguato sviluppo muscolare e per controllare il peso, ma anche e soprattutto per abituare i bambini all’acqua e prevenire eventuali incidenti a rischio annegamento.

Quindi è importante che i bambini vengano avvicinati al nuoto già in età pre-scolare, attorno ai quattro anni di età, facendo loro frequentare dei corsi di nuoto tenuti da istruttori qualificati e certificati F.I.N. (Federazione Italiana Nuoto).

I vantaggi per il bambino

Un genitore che avvicina presto il proprio figlio al nuoto gli procurerà tutta una serie di benefici: innanzitutto il bambino recupererà il senso di benessere nell’acqua – non dimentichiamoci che l’essere umano passa i primi nove mesi della gestazione immerso nel liquido amniotico, e poiché il corpo possiede una memoria, stare a galla dovrebbe essere naturale; inoltre in acqua il bambino imparerà a coordinare il respiro, a sincronizzare i movimenti, a prendere meglio le misure con l’ambiente liquido, apprendendo il senso della profondità e dell’equilibrio.

Cosa dicono i Medici Sportivi

I medici sportivi sono concordi nel definire il nuoto come lo sport ottimale per stimolare la crescita di bambini e adolescenti, perché fra tutte le discipline sportive è quella più completa per favorire lo sviluppo non solo fisico ma anche psichico: il nuoto mette in moto tutti i muscoli del corpo e in questo modo garantisce una crescita simmetrica ed equilibrata.

Anche cuore e polmoni sviluppano in modo sano, perché in acqua tutto il corpo deve coordinarsi per il galleggiamento, la respirazione e il movimento di braccia, gambe, testa e tronco.

Cosa dicono gli Psicologi dello sport

Allenarsi costantemente e regolarmente nel nuoto aiuta i ragazzi a migliorare le capacità di concentrazione, ad esempio ponendosi degli obiettivi da raggiungere, e stimola la loro tenacia: queste sono caratteristiche importanti anche nella vita scolastica e nella crescita individuale, tanto è vero che gli psicologi dello sport hanno notato come spesso i ragazzi che ottengono successi nelle discipline scolastiche sono proprio quelli che praticano regolarmente un’attività sportiva.

Quindi, partendo dalla pratica sportiva in generale e del nuoto in particolare si può migliorare anche nella vita scolastica, aumentare l’autostima e la consapevolezza di sé, del proprio corpo e della propria mente.

A cosa prestare attenzione

Tutti gli specialisti che si occupano di salute e sviluppo del bambino e dell’adolescente sono concordi nello stabilire alcuni principi di base a cui attenersi quando si vuole avviare il proprio figlio alla pratica del nuoto:

  • Consultare il pediatra prima di iniziare l’attività sportiva per assicurarsi che non ci siano problemi cronici a carico di naso o bocca, o eventuali congiuntiviti da allergia al cloro;
  • Verificare con un ortopedico che il bambino non sia affetto da alcuna patologia ossea, come scoliosi, deformazioni della cassa toracica o ginocchio valgo;
  • Viste le particolari caratteristiche dell’ambiente in piscina, far utilizzare sempre al bambino le ciabatte fino a bordo vasca, per prevenire eventuali predisposizioni alle micosi (i famosi funghi) o alle verruche.

I genitori possono stare tranquilli: il nuoto fa bene, è un’attività sportiva completa, stimolante ed equilibrata.

Ma ciò non significa che nuotare debba diventare una pratica agonistica: diciamo piuttosto che il nuoto è utile nell’età della prima infanzia, e può rappresentare una fase di avvicinamento del bambino allo sport nei suoi primi anni di scuola, per poi magari passare ad altre pratiche sportive, a seconda di quelle che saranno le predisposizioni individuali di ognuno.

Andrea Galbiati
Sono laureando alla facoltà di Lettere Moderne all’Università degli Studi di Lecce. Da sempre interessato e aggiornato sulle novità riguardanti salute, benessere e cura del corpo.